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Sigle e abbreviazioni dell'estratto conto: guida completa

BON, SDD, MAV, RID, F24: scopri cosa significano tutte le sigle e abbreviazioni del tuo estratto conto bancario con la nostra guida.

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Introduzione

Hai aperto il tuo estratto conto e ti ritrovi davanti a una serie di codici incomprensibili come BON, SDD, RID, MAV, CRO o F24? Non sei solo. Ogni mese milioni di italiani sfogliano i propri movimenti bancari senza capire cosa significano quelle sigle estratto conto bancario cosa significano davvero. La banca non sbaglia: usa codici standardizzati, ma raramente li spiega. Dopo questa guida, saprai riconoscere ogni abbreviazione a colpo d’occhio, capire chi ha generato il movimento, e soprattutto individuare subito qualsiasi anomalia. Pronti? Partiamo dall’inizio.


Perché le sigle sono così criptiche

Le banche non usano queste abbreviazioni per complicarti la vita. Si tratta di codici interbancari standardizzati, definiti a livello nazionale dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e dal CBI (Corporate Banking Interbancario), e a livello europeo dal sistema SEPA.

L’obiettivo è consentire a qualsiasi istituto di comunicare con un altro in modo univoco, rapido e senza ambiguità. Un bonifico generato da una banca deve essere riconosciuto identicamente da un’altra, indipendentemente dal software o dall’interfaccia usata.

Il risultato pratico? L’estratto conto che ricevi ogni mese è una fotografia tecnica delle operazioni — precisa, ma non pensata per essere letta come un testo normale.


Tabella completa delle sigle dell’estratto conto bancario

Ecco la raccolta più completa delle abbreviazioni che trovi su un estratto conto italiano. Alcune sono storiche, altre derivano dagli standard SEPA europei entrati in vigore progressivamente dal 2008.

SiglaNome completoSignificato praticoChi lo genera
BONBonificoTrasferimento di denaro da/verso un altro contoTu o terzi
SDDSEPA Direct DebitAddebito diretto preautorizzato (es. abbonamenti, bollette)Il creditore
SCTSEPA Credit TransferBonifico standard nell’area SEPATu o terzi
RIDRapporti Interbancari DirettiVecchio nome degli addebiti diretti, ora sostituito da SDDIl creditore
MAVPagamento Mediante AvvisoPagamento tramite bollettino (condominio, università, assicurazioni)Tu
RAVRuoli Mediante AvvisoPagamento di importi iscritti a ruolo (tasse, sanzioni, albi)Tu
RIBARicevuta BancariaRichiesta di pagamento commerciale tra aziendeIl creditore commerciale
F24Modello F24Pagamento di tributi e contributi fiscali/previdenzialiTu
CROCodice di Riferimento OperazioneIdentificativo univoco di un bonifico in uscitaLa banca
TRNTransaction Reference NumberCodice identificativo di una transazione SEPALa banca
ATMAutomated Teller MachinePrelievo o versamento al bancomatTu
POSPoint of SalePagamento con carta presso un esercente fisicoTu
ABIAssociazione Bancaria ItalianaCodice numerico che identifica la banca (5 cifre)Sistema bancario
CABCodice di Avviamento BancarioCodice che identifica la filiale della banca (5 cifre)Sistema bancario
IBANInternational Bank Account NumberCodice internazionale del conto correnteSistema bancario
BICBank Identifier CodeCodice internazionale che identifica la banca (8 o 11 caratteri)Sistema bancario
SWIFTSociety for Worldwide Interbank Financial TelecommunicationRete internazionale per pagamenti fuori dall’area SEPASistema internazionale
CBICorporate Banking InterbancarioOperazione gestita tramite il circuito interbancario CBIAziende/banche
SPESpeseCommissioni bancarie addebitate sul contoLa banca
RBRimessa Bancaria / Retrocessione BancariaStorno o restituzione di un importo precedenteLa banca
SEPASingle Euro Payments AreaArea unica dei pagamenti in euro (36 paesi)Standard europeo
CCFCommissione di Confine FidoCommissione per utilizzo del fidoLa banca
INTInteressiAccredito o addebito di interessi sul contoLa banca
GIRGirocontoSpostamento di fondi tra conti dello stesso intestatarioTu

Le sigle più frequenti spiegate una a una

BON — Bonifico

Il BON è la sigla più comune. Indica un bonifico in entrata o in uscita. Sul tuo estratto conto puoi trovarlo scritto in vari modi: BON DISP, BON RIC, VB BON (valuta beneficiario bonifico) o semplicemente BONIFICO.

Accanto alla sigla trovi spesso il CRO (Codice di Riferimento Operazione): è il numero univoco che permette di tracciare il pagamento. In caso di contestazione, quel codice è il tuo migliore alleato.

SDD — SEPA Direct Debit

L’SDD è l’addebito diretto preautorizzato. Significa che hai firmato un mandato che autorizza un creditore ad addebitarti automaticamente (abbonamenti streaming, utenze, rate assicurative, ecc.).

Esistono due varianti:

  • SDD CORE — per privati e consumatori
  • SDD B2B — tra aziende, con regole più rigide

Puoi revocare un SDD, ma devi farlo prima del giorno dell’addebito. Dopo, hai comunque diritto al rimborso entro 8 settimane se non eri d’accordo.

MAV e RAV — Bollettini di pagamento

Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) e il RAV (Ruoli Mediante Avviso) sono bollettini cartacei o digitali che paghi tu attivamente. Non sono addebiti automatici.

  • MAV: usato da condomini, università, assicurazioni
  • RAV: usato per importi iscritti a ruolo come sanzioni, contributi agli ordini professionali, o tributi locali

La differenza tecnica? Il codice RAV inizia sempre con uno zero; il MAV no.

F24 — Pagamento fiscale

Quando vedi F24 nell’estratto conto, stai guardando il pagamento di un tributo o contributo. Può trattarsi di IRPEF, IVA, contributi INPS, imposte locali, ecc. Il modello F24 si paga direttamente dal conto tramite home banking o sportello.

ATM e POS — Prelievi e pagamenti con carta

  • ATM: prelievo di contante al bancomat (o versamento, in alcuni casi)
  • POS: pagamento con carta di credito, debito o prepagata presso un esercente fisico

Sul tuo estratto conto, accanto a POS trovi spesso il nome del negozio o un codice commerciante. Se trovi un POS che non riconosci, segnalalo subito alla banca.

RIBA — Ricevuta Bancaria

La RIBA è usata principalmente tra aziende. È una richiesta di pagamento che il creditore invia tramite la propria banca a quella del debitore. Non è un addebito automatico: il debitore deve autorizzarla o può scegliere di non pagarla (pur avendo ovviamente obblighi contrattuali).


Ecco una tabella con esempi concreti di come queste sigle appaiono nella descrizione del movimento sul tuo estratto conto:

SiglaCome appare sull’estratto contoCosa significa in pratica
BONBON DISP A MARIO ROSSI CRO 12345678Hai inviato un bonifico a Mario Rossi
BONACCREDITO BONIFICO DA AZIENDA SRLHai ricevuto un bonifico da un’azienda
SDDADDEBITO SDD CORE - ENEL ENERGIABolletta addebitata automaticamente
MAVPAGAMENTO MAV 0112345678901234567Hai pagato un bollettino MAV
F24PAGAMENTO F24 DEL 16/06Hai versato imposte o contributi
ATMPRELIEVO ATM SPORTELLO VIA ROMAHai prelevato contante al bancomat
POSPAGAMENTO POS SUPERMERCATO XYZHai pagato con carta al supermercato
RIBARIBA SCAD. 30/06 - FORNITORE SRLRicevuta bancaria in scadenza

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Differenza tra data contabile e data valuta

Una delle fonti di confusione più frequenti nella lettura di un estratto conto riguarda le due date presenti per ogni operazione.

Data contabile: è il giorno in cui la banca registra l’operazione nel sistema. È la data “amministrativa” del movimento.

Data valuta: è la data a partire dalla quale l’operazione produce effetti sul calcolo degli interessi. È la data “economica” che conta davvero.

Perché questa distinzione importa? Perché la banca calcola gli interessi (attivi o passivi) in base alla data valuta, non alla data contabile. In pratica:

  • Se versi un assegno giovedì, la data contabile è giovedì. Ma la data valuta potrebbe essere il lunedì successivo: fino ad allora, quell’importo non “conta” per gli interessi attivi.
  • Se effettui un bonifico in uscita, la valuta di addebito potrebbe essere anticipata rispetto alla data contabile.

La legge italiana (e le norme europee) ha progressivamente ridotto queste discrepanze, ma è comunque utile controllare entrambe le date, soprattutto se hai un fido o stai cercando di capire il calcolo degli interessi nel riassunto scalare — il documento allegato all’estratto conto che mostra proprio questo calcolo.


Come contestare un addebito non autorizzato

Hai visto sul tuo estratto conto un movimento che non riconosci? Ecco la procedura da seguire, passo per passo.

1. Agisci entro i termini Hai 13 mesi dalla data dell’addebito per contestare un’operazione non autorizzata. Non aspettare.

2. Presenta un reclamo scritto alla banca Il primo passo è sempre una comunicazione formale alla tua banca. Puoi farlo tramite:

  • Email certificata (PEC) all’ufficio reclami
  • Raccomandata A/R
  • Modulo online sul sito della banca

La banca ha 30 giorni per risponderti (15 giorni per i prodotti di pagamento).

3. Ricorso all’ABF (se la banca non ti soddisfa) Se il reclamo viene respinto, o non ricevi risposta entro i termini, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) — un organismo indipendente gestito dalla Banca d’Italia.

  • Costo del ricorso: 20 euro (rimborsati se vinci)
  • Tempi: decisione emessa entro 90 giorni dal completamento del fascicolo
  • Come fare ricorso: tutto online su www.arbitrobancariofinanziario.it

Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle di un tribunale, ma le banche le rispettano quasi sempre, anche per evitare la pubblicazione dell’inadempimento sul sito ufficiale.


Errori comuni nella lettura dell’estratto conto

Anche chi legge regolarmente il proprio estratto conto può cadere in questi errori classici.

  • Confondere RID e SDD: il RID è il vecchio sistema di addebito diretto italiano, sostituito dall’SDD europeo. Su estratti conto più datati potresti trovare ancora il termine RID, ma funzionalmente sono la stessa cosa.

  • Ignorare le spese SPE: le commissioni bancarie appaiono spesso come voci piccole e vengono saltate. Controllale ogni trimestre: possono aumentare senza che tu te ne accorga.

  • Non verificare il CRO dopo un bonifico: se hai fatto un pagamento importante, annota sempre il CRO o TRN. È l’unico modo per tracciare il bonifico in caso di problemi.

  • Scambiare la data valuta per la data del pagamento: come abbiamo visto, la data valuta può differire da quella contabile. Se stai riconciliando le uscite con le tue note spese, usa la data contabile.

  • Trascurare i movimenti POS non riconosciuti: un addebito POS insolito può indicare una clonazione della carta. Controlla sempre il nome dell’esercente — spesso è diverso dal nome del negozio fisico (es. la società di gestione del locale, non il bar stesso).


Conclusione

Le sigle dell’estratto conto non sono un mistero riservato agli esperti. Sono semplicemente codici tecnici nati per semplificare la comunicazione tra banche — e una volta che le conosci, leggere i tuoi movimenti diventa molto più facile.

Ora sai distinguere un BON da un SDD, capire cosa significa MAV o F24, e soprattutto sapere cosa fare quando trovi qualcosa che non riconosci.

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Scritto da bankStatementLab Team