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Intesa Sanpaolo
Estratto conto — Maggio 2026
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Introduzione
Hai aperto il tuo estratto conto e ti ritrovi davanti a una serie di codici incomprensibili come BON, SDD, RID, MAV, CRO o F24? Non sei solo. Ogni mese milioni di italiani sfogliano i propri movimenti bancari senza capire cosa significano quelle sigle estratto conto bancario cosa significano davvero. La banca non sbaglia: usa codici standardizzati, ma raramente li spiega. Dopo questa guida, saprai riconoscere ogni abbreviazione a colpo d’occhio, capire chi ha generato il movimento, e soprattutto individuare subito qualsiasi anomalia. Pronti? Partiamo dall’inizio.
Perché le sigle sono così criptiche
Le banche non usano queste abbreviazioni per complicarti la vita. Si tratta di codici interbancari standardizzati, definiti a livello nazionale dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e dal CBI (Corporate Banking Interbancario), e a livello europeo dal sistema SEPA.
L’obiettivo è consentire a qualsiasi istituto di comunicare con un altro in modo univoco, rapido e senza ambiguità. Un bonifico generato da una banca deve essere riconosciuto identicamente da un’altra, indipendentemente dal software o dall’interfaccia usata.
Il risultato pratico? L’estratto conto che ricevi ogni mese è una fotografia tecnica delle operazioni — precisa, ma non pensata per essere letta come un testo normale.
Tabella completa delle sigle dell’estratto conto bancario
Ecco la raccolta più completa delle abbreviazioni che trovi su un estratto conto italiano. Alcune sono storiche, altre derivano dagli standard SEPA europei entrati in vigore progressivamente dal 2008.
| Sigla | Nome completo | Significato pratico | Chi lo genera |
|---|---|---|---|
| BON | Bonifico | Trasferimento di denaro da/verso un altro conto | Tu o terzi |
| SDD | SEPA Direct Debit | Addebito diretto preautorizzato (es. abbonamenti, bollette) | Il creditore |
| SCT | SEPA Credit Transfer | Bonifico standard nell’area SEPA | Tu o terzi |
| RID | Rapporti Interbancari Diretti | Vecchio nome degli addebiti diretti, ora sostituito da SDD | Il creditore |
| MAV | Pagamento Mediante Avviso | Pagamento tramite bollettino (condominio, università, assicurazioni) | Tu |
| RAV | Ruoli Mediante Avviso | Pagamento di importi iscritti a ruolo (tasse, sanzioni, albi) | Tu |
| RIBA | Ricevuta Bancaria | Richiesta di pagamento commerciale tra aziende | Il creditore commerciale |
| F24 | Modello F24 | Pagamento di tributi e contributi fiscali/previdenziali | Tu |
| CRO | Codice di Riferimento Operazione | Identificativo univoco di un bonifico in uscita | La banca |
| TRN | Transaction Reference Number | Codice identificativo di una transazione SEPA | La banca |
| ATM | Automated Teller Machine | Prelievo o versamento al bancomat | Tu |
| POS | Point of Sale | Pagamento con carta presso un esercente fisico | Tu |
| ABI | Associazione Bancaria Italiana | Codice numerico che identifica la banca (5 cifre) | Sistema bancario |
| CAB | Codice di Avviamento Bancario | Codice che identifica la filiale della banca (5 cifre) | Sistema bancario |
| IBAN | International Bank Account Number | Codice internazionale del conto corrente | Sistema bancario |
| BIC | Bank Identifier Code | Codice internazionale che identifica la banca (8 o 11 caratteri) | Sistema bancario |
| SWIFT | Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication | Rete internazionale per pagamenti fuori dall’area SEPA | Sistema internazionale |
| CBI | Corporate Banking Interbancario | Operazione gestita tramite il circuito interbancario CBI | Aziende/banche |
| SPE | Spese | Commissioni bancarie addebitate sul conto | La banca |
| RB | Rimessa Bancaria / Retrocessione Bancaria | Storno o restituzione di un importo precedente | La banca |
| SEPA | Single Euro Payments Area | Area unica dei pagamenti in euro (36 paesi) | Standard europeo |
| CCF | Commissione di Confine Fido | Commissione per utilizzo del fido | La banca |
| INT | Interessi | Accredito o addebito di interessi sul conto | La banca |
| GIR | Giroconto | Spostamento di fondi tra conti dello stesso intestatario | Tu |
Le sigle più frequenti spiegate una a una
BON — Bonifico
Il BON è la sigla più comune. Indica un bonifico in entrata o in uscita. Sul tuo estratto conto puoi trovarlo scritto in vari modi: BON DISP, BON RIC, VB BON (valuta beneficiario bonifico) o semplicemente BONIFICO.
Accanto alla sigla trovi spesso il CRO (Codice di Riferimento Operazione): è il numero univoco che permette di tracciare il pagamento. In caso di contestazione, quel codice è il tuo migliore alleato.
SDD — SEPA Direct Debit
L’SDD è l’addebito diretto preautorizzato. Significa che hai firmato un mandato che autorizza un creditore ad addebitarti automaticamente (abbonamenti streaming, utenze, rate assicurative, ecc.).
Esistono due varianti:
- SDD CORE — per privati e consumatori
- SDD B2B — tra aziende, con regole più rigide
Puoi revocare un SDD, ma devi farlo prima del giorno dell’addebito. Dopo, hai comunque diritto al rimborso entro 8 settimane se non eri d’accordo.
MAV e RAV — Bollettini di pagamento
Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) e il RAV (Ruoli Mediante Avviso) sono bollettini cartacei o digitali che paghi tu attivamente. Non sono addebiti automatici.
- MAV: usato da condomini, università, assicurazioni
- RAV: usato per importi iscritti a ruolo come sanzioni, contributi agli ordini professionali, o tributi locali
La differenza tecnica? Il codice RAV inizia sempre con uno zero; il MAV no.
F24 — Pagamento fiscale
Quando vedi F24 nell’estratto conto, stai guardando il pagamento di un tributo o contributo. Può trattarsi di IRPEF, IVA, contributi INPS, imposte locali, ecc. Il modello F24 si paga direttamente dal conto tramite home banking o sportello.
ATM e POS — Prelievi e pagamenti con carta
- ATM: prelievo di contante al bancomat (o versamento, in alcuni casi)
- POS: pagamento con carta di credito, debito o prepagata presso un esercente fisico
Sul tuo estratto conto, accanto a POS trovi spesso il nome del negozio o un codice commerciante. Se trovi un POS che non riconosci, segnalalo subito alla banca.
RIBA — Ricevuta Bancaria
La RIBA è usata principalmente tra aziende. È una richiesta di pagamento che il creditore invia tramite la propria banca a quella del debitore. Non è un addebito automatico: il debitore deve autorizzarla o può scegliere di non pagarla (pur avendo ovviamente obblighi contrattuali).
Ecco una tabella con esempi concreti di come queste sigle appaiono nella descrizione del movimento sul tuo estratto conto:
| Sigla | Come appare sull’estratto conto | Cosa significa in pratica |
|---|---|---|
| BON | BON DISP A MARIO ROSSI CRO 12345678 | Hai inviato un bonifico a Mario Rossi |
| BON | ACCREDITO BONIFICO DA AZIENDA SRL | Hai ricevuto un bonifico da un’azienda |
| SDD | ADDEBITO SDD CORE - ENEL ENERGIA | Bolletta addebitata automaticamente |
| MAV | PAGAMENTO MAV 0112345678901234567 | Hai pagato un bollettino MAV |
| F24 | PAGAMENTO F24 DEL 16/06 | Hai versato imposte o contributi |
| ATM | PRELIEVO ATM SPORTELLO VIA ROMA | Hai prelevato contante al bancomat |
| POS | PAGAMENTO POS SUPERMERCATO XYZ | Hai pagato con carta al supermercato |
| RIBA | RIBA SCAD. 30/06 - FORNITORE SRL | Ricevuta bancaria in scadenza |
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Differenza tra data contabile e data valuta
Una delle fonti di confusione più frequenti nella lettura di un estratto conto riguarda le due date presenti per ogni operazione.
Data contabile: è il giorno in cui la banca registra l’operazione nel sistema. È la data “amministrativa” del movimento.
Data valuta: è la data a partire dalla quale l’operazione produce effetti sul calcolo degli interessi. È la data “economica” che conta davvero.
Perché questa distinzione importa? Perché la banca calcola gli interessi (attivi o passivi) in base alla data valuta, non alla data contabile. In pratica:
- Se versi un assegno giovedì, la data contabile è giovedì. Ma la data valuta potrebbe essere il lunedì successivo: fino ad allora, quell’importo non “conta” per gli interessi attivi.
- Se effettui un bonifico in uscita, la valuta di addebito potrebbe essere anticipata rispetto alla data contabile.
La legge italiana (e le norme europee) ha progressivamente ridotto queste discrepanze, ma è comunque utile controllare entrambe le date, soprattutto se hai un fido o stai cercando di capire il calcolo degli interessi nel riassunto scalare — il documento allegato all’estratto conto che mostra proprio questo calcolo.
Come contestare un addebito non autorizzato
Hai visto sul tuo estratto conto un movimento che non riconosci? Ecco la procedura da seguire, passo per passo.
1. Agisci entro i termini Hai 13 mesi dalla data dell’addebito per contestare un’operazione non autorizzata. Non aspettare.
2. Presenta un reclamo scritto alla banca Il primo passo è sempre una comunicazione formale alla tua banca. Puoi farlo tramite:
- Email certificata (PEC) all’ufficio reclami
- Raccomandata A/R
- Modulo online sul sito della banca
La banca ha 30 giorni per risponderti (15 giorni per i prodotti di pagamento).
3. Ricorso all’ABF (se la banca non ti soddisfa) Se il reclamo viene respinto, o non ricevi risposta entro i termini, puoi rivolgerti all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) — un organismo indipendente gestito dalla Banca d’Italia.
- Costo del ricorso: 20 euro (rimborsati se vinci)
- Tempi: decisione emessa entro 90 giorni dal completamento del fascicolo
- Come fare ricorso: tutto online su www.arbitrobancariofinanziario.it
Le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle di un tribunale, ma le banche le rispettano quasi sempre, anche per evitare la pubblicazione dell’inadempimento sul sito ufficiale.
Errori comuni nella lettura dell’estratto conto
Anche chi legge regolarmente il proprio estratto conto può cadere in questi errori classici.
-
Confondere RID e SDD: il RID è il vecchio sistema di addebito diretto italiano, sostituito dall’SDD europeo. Su estratti conto più datati potresti trovare ancora il termine RID, ma funzionalmente sono la stessa cosa.
-
Ignorare le spese SPE: le commissioni bancarie appaiono spesso come voci piccole e vengono saltate. Controllale ogni trimestre: possono aumentare senza che tu te ne accorga.
-
Non verificare il CRO dopo un bonifico: se hai fatto un pagamento importante, annota sempre il CRO o TRN. È l’unico modo per tracciare il bonifico in caso di problemi.
-
Scambiare la data valuta per la data del pagamento: come abbiamo visto, la data valuta può differire da quella contabile. Se stai riconciliando le uscite con le tue note spese, usa la data contabile.
-
Trascurare i movimenti POS non riconosciuti: un addebito POS insolito può indicare una clonazione della carta. Controlla sempre il nome dell’esercente — spesso è diverso dal nome del negozio fisico (es. la società di gestione del locale, non il bar stesso).
Conclusione
Le sigle dell’estratto conto non sono un mistero riservato agli esperti. Sono semplicemente codici tecnici nati per semplificare la comunicazione tra banche — e una volta che le conosci, leggere i tuoi movimenti diventa molto più facile.
Ora sai distinguere un BON da un SDD, capire cosa significa MAV o F24, e soprattutto sapere cosa fare quando trovi qualcosa che non riconosci.
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