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Sigle e abbreviazioni dell'estratto conto: guida completa

BON, SDD, MAV, RID, F24: scopri cosa significano tutte le sigle e abbreviazioni del tuo estratto conto bancario con la nostra guida.

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Le sigle dell’estratto conto sono etichette che aiutano a identificare il tipo di operazione: BON può indicare un bonifico, SDD l’addebito diretto, F24 un pagamento fiscale, POS un pagamento con carta e ATM un’operazione allo sportello automatico. Alcune derivano da schemi condivisi, altre sono abbreviazioni scelte dalla banca; per questo la legenda del tuo istituto prevale sempre sul glossario generale.

Questa guida mantiene l’intento di glossario: significato probabile, varianti e controlli da fare prima di classificare un movimento. Per i termini regolati puoi confrontare anche il glossario SDD della Banca d’Italia e la pagina ufficiale sugli strumenti di pagamento.


Qual è l’abbreviazione di bonifico bancario?

BON è una delle abbreviazioni più comuni del bonifico, ma non è una codifica universale. Nel tracciato della tua banca, BON DISP o BON ORD può indicare un bonifico disposto, mentre BON RIC o ACCR BON può indicarne uno ricevuto: verifica sempre la legenda dell’istituto.

Accanto a BON possono comparire altre etichette; il loro significato va letto nel contesto del tracciato:

  • BONIF o BONIFICO — la stessa causale scritta per esteso o troncata diversamente.
  • SCT (SEPA Credit Transfer) — il nome tecnico europeo del bonifico ordinario; è la dicitura che ritrovi nei tracciati e nei file di rendicontazione.
  • SCT Inst — il bonifico istantaneo, accreditato al beneficiario in pochi secondi anche fuori dagli orari di sportello.
  • VB BON — può indicare una data valuta collegata al beneficiario, secondo la legenda della banca.
  • GIR — può indicare un giroconto, spesso usato per spostamenti tra rapporti collegati; controlla intestatari e controparti.

Se ti serve la sigla per compilare un documento o una prima nota, usa BON per il movimento e riporta il CRO o il TRN come riferimento univoco dell’operazione: è quello, non la sigla, che identifica il singolo pagamento.


Perché le sigle sono così criptiche

Le abbreviazioni possono derivare da schemi interbancari, circuiti di pagamento o semplici scelte di spazio dell’istituto. Non tutte hanno quindi una definizione ufficiale uniforme.

Lo schema dell’operazione può essere comune, mentre il testo mostrato al cliente cambia tra banca, canale e formato di esportazione. Identifica il singolo pagamento con importo, data, controparte e riferimento, non con la sigla isolata.

Il risultato pratico? L’estratto conto che ricevi ogni mese è una fotografia tecnica delle operazioni — precisa, ma non pensata per essere letta come un testo normale.


Tabella completa delle sigle dell’estratto conto bancario

La tabella raccoglie abbreviazioni frequenti, non un dizionario valido per ogni banca. Alcune sono storiche, altre richiamano schemi SEPA o servizi specifici; la legenda dell’istituto resta decisiva.

SiglaNome completoSignificato praticoChi lo genera
BONBonificoTrasferimento di denaro da/verso un altro contoTu o terzi
SDDSEPA Direct DebitAddebito diretto preautorizzato (es. abbonamenti, bollette)Il creditore
SCTSEPA Credit TransferBonifico standard nell’area SEPATu o terzi
SCT InstSEPA Instant Credit TransferBonifico istantaneo, accreditato in pochi secondiTu o terzi
RIDRapporti Interbancari DirettiVecchio nome degli addebiti diretti, ora sostituito da SDDIl creditore
MAVPagamento Mediante AvvisoPagamento tramite bollettino (condominio, università, assicurazioni)Tu
RAVRuoli Mediante AvvisoPagamento di importi iscritti a ruolo (tasse, sanzioni, albi)Tu
RIBARicevuta BancariaRichiesta di pagamento commerciale tra aziendeIl creditore commerciale
F24Modello F24Pagamento di tributi e contributi fiscali/previdenzialiTu
CROCodice di Riferimento OperazioneIdentificativo univoco di un bonifico in uscitaLa banca
TRNTransaction Reference NumberCodice identificativo di una transazione SEPALa banca
ATMAutomated Teller MachinePrelievo o versamento al bancomatTu
POSPoint of SalePagamento con carta; canale e descrizione dipendono dalla bancaTu o l’esercente
ABIAssociazione Bancaria ItalianaCodice numerico che identifica la banca (5 cifre)Sistema bancario
CABCodice di Avviamento BancarioCodice che identifica la filiale della banca (5 cifre)Sistema bancario
IBANInternational Bank Account NumberCodice internazionale del conto correnteSistema bancario
BICBank Identifier CodeCodice internazionale che identifica la banca (8 o 11 caratteri)Sistema bancario
SWIFTSociety for Worldwide Interbank Financial TelecommunicationRiferimento alla rete di messaggistica finanziariaIntermediari finanziari
CBICorporate Banking InterbancarioOperazione gestita tramite il circuito interbancario CBIAziende/banche
CBILLServizio di pagamento del circuito CBIBollettino pagato dall’home banking tramite il codice CBILLTu
pagoPAPiattaforma dei pagamenti verso la Pubblica AmministrazionePagamento di avvisi PA (tributi locali, multe, rette, sanità)Tu
IUVIdentificativo Univoco VersamentoCodice che identifica il singolo avviso pagoPAL’ente creditore
CINCarattere di controlloVerifica la correttezza formale della parte nazionale dell’IBANSistema bancario
SPESpeseCommissioni bancarie addebitate sul contoLa banca
STORNOStorno / riaccreditoAnnullamento di un movimento precedente e restituzione dell’importoLa banca o il creditore
SEPASingle Euro Payments AreaArea unica dei pagamenti in euroStandard europeo
CDFCommissione di Disponibilità FondiCommissione legata al fido accordato, a prescindere dall’utilizzoLa banca
CIVCommissione di Istruttoria VeloceCommissione applicata in caso di sconfinamento oltre il fidoLa banca
INTInteressiAccredito o addebito di interessi sul contoLa banca
GIRGirocontoSpostamento di fondi tra conti dello stesso intestatarioTu

Cosa significano PREL, PAG, ADD e ACC: le abbreviazioni di parola

Buona parte delle abbreviazioni che leggi sull’estratto conto non sono codici interbancari, ma parole troncate per stare nello spazio della descrizione. PREL indica spesso prelievo, PAG pagamento, ADD addebito e ACC accredito. Non hanno una definizione uniforme: una sigla simile può assumere un significato diverso nel tracciato della tua banca.

Questa distinzione è utile in pratica: le sigle della tabella precedente ti dicono che tipo di operazione è, le abbreviazioni qui sotto ti dicono che cosa ha fatto la banca al tuo saldo. Sono anche le parole su cui costruisci i filtri quando esporti i movimenti in un foglio di calcolo — a patto di avere prima una tabella pulita, cosa che il copia-incolla dal PDF non dà quasi mai: la procedura per portare i movimenti dal PDF a un foglio di calcolo senza perdere colonne è spiegata passo per passo a parte.

AbbreviazioneParola per estesoCosa indica sul movimento
PRELPrelievoUscita di contante, tipicamente da ATM o allo sportello
VERSVersamentoEntrata di contante o assegni sul conto
PAGPagamentoUscita generica: carta, bollettino, utenza, avviso
ADDAddebitoImporto sottratto dal saldo
ACC / ACCRAccreditoImporto aggiunto al saldo
COMMCommissioniCosto applicato dalla banca su una singola operazione
COMPCompetenzeRiepilogo periodico di interessi, spese e imposte
CANCanoneCosto ricorrente del conto, della carta o di un servizio
BOLLOImposta di bolloImposta sul conto o sul dossier titoli, addebitata periodicamente
RIMBRimborsoRestituzione di un importo, ad esempio dopo una contestazione
DISPDisposizioneOperazione ordinata da te (tipico di BON DISP)
ORDOrdinanteChi ha ordinato il pagamento
BENEFBeneficiarioChi riceve il pagamento
SALDO CONT.Saldo contabileSaldo registrato, prima dell’effetto delle valute
c/cConto correnteIl conto stesso, nelle comunicazioni e nei moduli della banca

Se una descrizione resta incomprensibile anche con queste due tabelle, guarda gli elementi accanto alla sigla: nome dell’esercente, città, riferimento del mandato, codice CRO. Nella quasi totalità dei casi è uno di questi dati — non la sigla — a dirti da dove arriva davvero il movimento.


Come si abbrevia conto corrente? c/c, ABI, CAB, CIN e IBAN

Conto corrente si abbrevia c/c (scritto anche cc o c.c.). La trovi su moduli, fatture, solleciti e comunicazioni della banca, di solito seguita dal numero di conto. È un’abbreviazione di comodo, non un codice: non identifica il conto in modo univoco.

A identificare davvero il conto è l’IBAN, che per l’Italia incorpora tutte le altre sigle che ti confondono:

  • ABI — cinque cifre che identificano la banca.
  • CAB — cinque cifre che identificano la filiale (o l’agenzia di riferimento nelle banche digitali).
  • CIN — un carattere di controllo che serve a intercettare gli errori di digitazione.
  • Numero di conto — la parte finale, assegnata dalla banca al singolo rapporto.
  • BIC/SWIFT — codice che identifica la banca a livello internazionale; serve soprattutto fuori dall’area SEPA.

In pratica: quando ti chiedono «il c/c» per ricevere un pagamento, comunica l’IBAN completo. ABI e CAB da soli non bastano, e il CIN non va mai comunicato separatamente perché è già contenuto nell’IBAN.


CBILL, pagoPA e bollettini: le sigle dei pagamenti dal tuo home banking

Quando paghi un avviso dall’home banking, sull’estratto conto compare una sigla che dice con quale circuito hai pagato, non a chi. Le tre più frequenti sono CBILL, pagoPA e MAV/RAV.

  • CBILL è il servizio del circuito CBI che consente di pagare bollettini e avvisi inserendo il codice identificativo riportato sul documento. Sull’estratto conto la descrizione riporta di norma il nome dell’azienda o dell’ente creditore.
  • pagoPA è la piattaforma dei pagamenti verso la Pubblica Amministrazione: tributi locali, sanzioni, rette scolastiche, ticket sanitari. Ogni avviso ha un codice IUV che identifica il singolo pagamento — è il riferimento da conservare, l’equivalente del CRO per un bonifico.
  • MAV e RAV restano i bollettini in senso stretto, con la differenza descritta più avanti in questa guida.

Per la contabilità la conseguenza è concreta: due bollette pagate con circuiti diversi possono comparire con descrizioni molto diverse pur essendo lo stesso tipo di spesa. È il motivo principale per cui la categorizzazione automatica basata solo sulla sigla non funziona: serve leggere anche il nome del creditore.


Le sigle più frequenti spiegate una a una

BON — Bonifico

BON indica spesso un bonifico in entrata o in uscita. Forme come BON DISP, BON RIC, SCT o BONIFICO vanno interpretate con la legenda della banca; VB BON può riferirsi invece a un’informazione di valuta collegata al movimento.

Accanto alla sigla puoi trovare un CRO, un TRN o un altro riferimento. In caso di ricerca comunica alla banca il codice effettivamente riportato, insieme a data, importo e controparte.

SDD — SEPA Direct Debit

L’SDD è l’addebito diretto preautorizzato. Significa che hai firmato un mandato che autorizza un creditore ad addebitarti automaticamente (abbonamenti streaming, utenze, rate assicurative, ecc.).

Esistono due varianti:

  • SDD Core — utilizzabile anche per addebiti verso consumatori
  • SDD B2B — riservato a debitori che non agiscono come consumatori, con regole diverse dal Core

Per bloccare un addebito futuro devi rispettare i tempi operativi indicati dalla banca. Dopo l’esecuzione, le regole cambiano tra SDD Core, SDD B2B e operazione non autorizzata. La Banca d’Italia spiega i diritti sugli addebiti diretti: segnala comunque l’operazione senza ritardo e chiedi quale regola si applica al mandato.

MAV e RAV — Bollettini di pagamento

Il MAV (Pagamento Mediante Avviso) e il RAV (Ruoli Mediante Avviso) sono bollettini cartacei o digitali che paghi tu attivamente. Non sono addebiti automatici.

  • MAV: usato da condomini, università, assicurazioni
  • RAV: usato per importi iscritti a ruolo come sanzioni, contributi agli ordini professionali, o tributi locali

Per distinguerli, usa il tipo di avviso, il beneficiario e il riferimento riportato dalla banca; l’aspetto numerico del codice, da solo, non è una regola affidabile per tutti i tracciati.

F24 — Pagamento fiscale

Quando vedi F24 nell’estratto conto, stai guardando il pagamento di un tributo o contributo. Può trattarsi di IRPEF, IVA, contributi INPS, imposte locali, ecc. Il modello F24 si paga direttamente dal conto tramite home banking o sportello.

ATM e POS — Prelievi e pagamenti con carta

  • ATM: prelievo di contante al bancomat (o versamento, in alcuni casi)
  • POS: etichetta spesso usata per un pagamento con carta; canale e descrizione dipendono dalla banca

Sul tuo estratto conto, accanto a POS trovi spesso il nome del negozio o un codice commerciante. Se trovi un POS che non riconosci, segnalalo subito alla banca.

RIBA — Ricevuta Bancaria

La Ri.Ba. è uno strumento d’incasso commerciale con cui il creditore presenta una ricevuta bancaria tramite gli intermediari. Le modalità di avviso e pagamento dipendono dal rapporto bancario e dall’accordo commerciale; la sigla sull’estratto non definisce da sola gli obblighi tra le parti.

Se queste sigle ti servono per lavoro, usale soltanto per proporre una categoria iniziale nella prima nota. BON, SDD, Ri.Ba. e POS non determinano da soli contropartita, IVA o competenza: servono causale completa, controparte e documento di supporto, con revisione umana delle eccezioni.


Ecco una tabella con esempi concreti di come queste sigle appaiono nella descrizione del movimento sul tuo estratto conto:

SiglaCome appare sull’estratto contoCosa significa in pratica
BONBON DISP A MARIO ROSSI CRO 12345678Hai inviato un bonifico a Mario Rossi
BONACCREDITO BONIFICO DA AZIENDA SRLHai ricevuto un bonifico da un’azienda
SDDADDEBITO SDD CORE - ENEL ENERGIABolletta addebitata automaticamente
MAVPAGAMENTO MAV 0112345678901234567Hai pagato un bollettino MAV
F24PAGAMENTO F24 DEL 16/06Hai versato imposte o contributi
ATMPRELIEVO ATM SPORTELLO VIA ROMAHai prelevato contante al bancomat
POSPAGAMENTO POS SUPERMERCATO XYZHai pagato con carta al supermercato
RIBARIBA SCAD. 30/06 - FORNITORE SRLRicevuta bancaria in scadenza
PRELPREL CARTA XXXX1234 ATM VIA VERDIPrelievo di contante con la tua carta
CBILLPAG. CBILL - ACQUEDOTTO SPABolletta pagata dall’home banking
pagoPAPAGOPA AVVISO IUV 0012345678901234Avviso verso un ente pubblico
CANCANONE MENSILE CONTOCosto ricorrente del conto

Vuoi filtrare le sigle in un foglio di lavoro? BankStatementLab estrae le righe dai PDF bancari supportati in XLSX, CSV o JSON. Controlla sempre descrizioni, importi e saldi rispetto al documento: l’estrazione non attribuisce una natura contabile al movimento. Dai un’occhiata ai piani disponibili oppure prepara il file →. L’offerta d’ingresso include 5 crediti.


Il bonifico nel dettaglio: CRO, TRN, contabile e numero documento

Il bonifico è l’operazione su cui nascono più dubbi, perché ha almeno quattro riferimenti diversi e ognuno serve a qualcosa di preciso. Sapere quale usare fa la differenza quando devi dimostrare un pagamento o farlo rintracciare dalla banca.

Come si chiama la ricevuta di un bonifico?

Il documento relativo a un bonifico è comunemente chiamato contabile di bonifico. Campi, stato dell’operazione e momento di disponibilità cambiano tra banche: verifica se il documento indica disposizione, presa in carico o esecuzione e conserva il riferimento mostrato dall’istituto.

L’estratto conto e la contabile hanno funzioni diverse. Se un fornitore, un ente o un professionista chiede prova del pagamento, domanda quale documento e quale stato dell’operazione siano accettati; un semplice ordine inserito può non equivalere a un bonifico eseguito.

CRO o TRN: quale codice serve per tracciare il pagamento?

Il CRO (Codice di Riferimento Operazione) è il riferimento univoco storicamente usato per i bonifici in ambito nazionale. Il TRN (Transaction Reference Number) svolge lo stesso ruolo per le operazioni SEPA ed è quello che oggi trovi sulla maggior parte delle contabili.

CRO e TRN non vanno sostituiti meccanicamente: comunica alla banca il riferimento effettivamente riportato sul tuo documento insieme a data, importo, ordinante e beneficiario. Conservare la contabile facilita la ricerca dell’operazione.

Che cos’è il numero documento di un bonifico?

Il numero documento è il riferimento interno che la banca assegna all’operazione nel proprio archivio. Compare sulla contabile e, in alcune banche, anche nella riga dell’estratto conto. Serve alla banca per ritrovare il documento, ma non è il codice che viaggia con il pagamento nel circuito interbancario: quello resta il CRO o il TRN.

Per un reclamo o una ricerca fornisci tutti i riferimenti disponibili. Sarà la banca a indicare quale identificativo è pertinente al circuito e allo stato del pagamento.

Che cos’è il nickname di un bonifico?

Il nickname è l’etichetta che assegni tu, nell’home banking, a un beneficiario salvato o a un bonifico ricorrente — «affitto», «commercialista», «rata auto» — per ritrovarlo velocemente senza ridigitare l’IBAN. È un dato della tua interfaccia bancaria: non viaggia con il pagamento, non arriva al beneficiario e non compare nella descrizione del movimento esportato.

Se stai riconciliando i movimenti e ti aspettavi di ritrovare i tuoi nickname nel file, non li troverai: nell’estratto conto compaiono la causale e il nome del beneficiario. È uno dei motivi per cui, dopo l’esportazione in Excel, conviene aggiungere una colonna categoria propria invece di affidarsi alle etichette dell’home banking.

Saper decodificare le sigle diventa ancora più utile quando il tuo estratto conto lo legge qualcun altro. In un’istruttoria di finanziamento, per esempio, l’analista esamina i movimenti uno per uno e chiede spiegazioni su ciò che non è chiaro: arrivare preparati fa la differenza, come spiegato in quanti mesi di estratto conto chiede la banca per un mutuo.


Differenza tra data contabile e data valuta

Una delle fonti di confusione più frequenti nella lettura di un estratto conto riguarda le due date presenti per ogni operazione.

Data contabile: è il giorno in cui la banca registra l’operazione nel sistema. È la data “amministrativa” del movimento.

Data valuta: è la data a partire dalla quale l’operazione produce effetti sul calcolo degli interessi. È la data “economica” che conta davvero.

La distinzione importa perché la data valuta può incidere sul calcolo degli interessi, mentre la data contabile descrive la registrazione del movimento. Il trattamento concreto dipende dall’operazione e dalle condizioni del conto. Per esempio:

  • Se versi un assegno giovedì, la data contabile è giovedì. Ma la data valuta potrebbe essere il lunedì successivo: fino ad allora, quell’importo non “conta” per gli interessi attivi.
  • Se effettui un bonifico in uscita, la valuta di addebito potrebbe essere anticipata rispetto alla data contabile.

Conserva entrambe le date, soprattutto se stai riconciliando movimenti o verificando interessi e disponibilità. Per la contabilità applica la data prevista dal principio e dalla policy pertinente, non una regola universale ricavata dalla sola colonna bancaria.


Le stesse sigle cambiano aspetto da banca a banca

Alcuni schemi sono standardizzati, molte abbreviazioni visualizzate non lo sono. La stessa operazione può comparire come BON DISP, BONIFICO DISPOSTO o SCT a seconda dell’istituto, e cambia anche la struttura della riga: importo con segno, colonne Dare/Avere oppure descrizione su più righe.

Tre differenze ricorrenti che pesano quando esporti i movimenti:

  • Descrizione su più righe. Ordinante, causale e riferimenti SEPA finiscono su righe diverse: vanno riaggregati per singola operazione, altrimenti perdi metà della descrizione. È il caso, per esempio, degli estratti conto Intesa Sanpaolo e del loro formato Dare/Avere.
  • Colonne Dare e Avere separate. Il segno del movimento dipende dalla colonna in cui si trova l’importo, non da un segno esplicito davanti al numero. Lo stesso vale per gli estratti conto Monte dei Paschi, che riportano data, descrizione, dare, avere e saldo progressivo.
  • Virgola decimale e punto per le migliaia. 1.234,56 letto con le convenzioni anglosassoni diventa un importo completamente diverso: è l’errore più costoso in fase di importazione.

Trovi il formato specifico del tuo istituto, con i passaggi per scaricare il PDF, nella pagina dedicata alla tua banca nell’elenco delle banche italiane supportate.


Come contestare un addebito non autorizzato

Hai visto sul tuo estratto conto un movimento che non riconosci? Ecco la procedura da seguire, passo per passo.

1. Agisci entro i termini Segnala l’operazione senza ritardo. Il termine massimo previsto per contestare un’operazione non autorizzata è 13 mesi, ma la banca può chiedere informazioni e documenti sulla data in cui te ne sei accorto.

2. Presenta un reclamo scritto alla banca Il primo passo è sempre una comunicazione formale alla tua banca. Puoi farlo tramite:

  • Email certificata (PEC) all’ufficio reclami
  • Raccomandata A/R
  • Modulo online sul sito della banca

La banca deve risponderti entro i termini fissati dalla normativa, più brevi per i servizi di pagamento che per gli altri prodotti bancari: li trovi indicati nella sezione reclami del sito della tua banca e nel foglio informativo del conto.

3. Ricorso all’ABF (se la banca non ti soddisfa) Se il reclamo viene respinto o non ricevi risposta entro il termine applicabile, verifica sul sito dell’Arbitro Bancario Finanziario requisiti, contributo e tempi aggiornati prima di presentare il ricorso. L’ABF è un sistema stragiudiziale e la sua procedura non equivale a una sentenza del giudice.


Errori comuni nella lettura dell’estratto conto

Anche chi legge regolarmente il proprio estratto conto può cadere in questi errori classici.

  • Confondere RID e SDD: il RID è il vecchio sistema di addebito diretto italiano, sostituito dall’SDD europeo. Su estratti conto più datati potresti trovare ancora il termine RID, ma funzionalmente sono la stessa cosa.

  • Ignorare le spese SPE: le commissioni bancarie appaiono spesso come voci piccole e vengono saltate. Controllale ogni trimestre: possono aumentare senza che tu te ne accorga.

  • Non conservare i riferimenti del bonifico: CRO, TRN, numero documento, data e importo possono aiutare la banca a ricostruire l’operazione; conserva la contabile disponibile.

  • Scambiare data valuta e data contabile: conserva entrambe e usa la data prevista dalla procedura contabile e dal tipo di confronto che stai effettuando.

  • Trascurare i movimenti POS non riconosciuti: un addebito POS insolito può indicare una clonazione della carta. Controlla sempre il nome dell’esercente — spesso è diverso dal nome del negozio fisico (es. la società di gestione del locale, non il bar stesso).


Domande frequenti

Qual è l’abbreviazione di bonifico bancario sull’estratto conto?

BON è un’abbreviazione comune del bonifico, ma la banca può mostrare BONIFICO, BONIF, SCT o altre descrizioni. Qualificatori come DISP, ORD, RIC o ACCR possono indicare il verso nel tracciato dell’istituto. Verifica legenda, importo, controparte e riferimento prima di classificare la riga.

Come si chiama la ricevuta di un bonifico bancario?

Il documento relativo al bonifico è comunemente chiamato contabile. Controlla però lo stato indicato — disposizione, presa in carico o esecuzione — e i campi forniti dalla tua banca. L’estratto conto e la contabile hanno funzioni diverse; usa il documento richiesto dal destinatario.

Come si abbrevia conto corrente bancario?

Conto corrente si abbrevia c/c, talvolta scritto cc o c.c., ed è la forma che trovi su moduli, fatture e comunicazioni della banca. Il conto non viene però identificato dall’abbreviazione ma dall’IBAN, che per l’Italia contiene il codice ABI della banca, il codice CAB della filiale, il CIN di controllo e il numero di conto. Quando qualcuno ti chiede il c/c per un pagamento, la risposta corretta è comunicare l’IBAN completo.

Cosa significano PREL, PAG, ADD e ACC sull’estratto conto?

PREL sta per prelievo, PAG per pagamento, ADD per addebito e ACC per accredito: non sono codici interbancari ma semplici parole troncate, usate dalle banche per far stare la descrizione del movimento nello spazio disponibile. Seguono la stessa logica VERS (versamento), COMM (commissioni), COMP (competenze), CAN (canone), RIMB (rimborso), ORD (ordinante) e BENEF (beneficiario). Riconoscerle è utile soprattutto quando esporti i movimenti in Excel, perché sono le parole su cui costruisci i filtri e le categorie.

Che differenza c’è tra RID e SDD sull’estratto conto?

RID indica il precedente schema italiano di addebito diretto, migrato verso gli schemi SDD. La presenza di RID su un documento storico non basta però a equipararlo in ogni dettaglio a un SDD attuale: verifica data, mandato, schema Core o B2B e condizioni della banca.

Qual è la differenza tra MAV e RAV?

MAV e RAV sono avvisi di pagamento, non addebiti diretti SDD. La descrizione e gli impieghi possono cambiare nel tempo e tra intermediari: per identificare il singolo movimento usa il codice dell’avviso, il beneficiario e la legenda della banca, non soltanto l’aspetto numerico del riferimento.

Posso revocare un addebito SDD già autorizzato?

Per bloccare un addebito futuro devi rispettare i tempi operativi indicati dalla banca. Dopo l’esecuzione, i diritti cambiano tra SDD Core, SDD B2B e operazione non autorizzata: per un addebito non autorizzato il termine massimo previsto è di 13 mesi, ma va segnalato senza ritardo. Chiedi alla banca quale regola si applica al tuo mandato.

Cosa significa CRO su un bonifico e perché conviene annotarlo?

CRO e TRN sono riferimenti che possono identificare il bonifico nei documenti della banca. Conserva la contabile e, in caso di ricerca, comunica il riferimento effettivamente mostrato insieme a data, importo e beneficiario.

Perché la data valuta è diversa dalla data contabile?

La data contabile indica quando la banca registra il movimento; la data valuta indica da quando l’importo rileva per il calcolo degli interessi. Per una riconciliazione conserva entrambe e applica la data prevista dalla procedura contabile e dal tipo di operazione.

Cosa devo fare se trovo un movimento POS che non riconosco?

Controlla prima il nome dell’esercente e data/importo; se il movimento resta sconosciuto, segnala subito l’operazione alla banca e segui la procedura indicata. Il limite massimo per una contestazione di operazione non autorizzata è 13 mesi, ma non è un invito ad attendere. Se il reclamo non risolve il problema, verifica i requisiti per l’Arbitro Bancario Finanziario.


Conclusione

Le sigle aiutano a orientarsi, ma non tutte sono codici standard. Per leggere correttamente un movimento combina sempre legenda della banca, descrizione, importo, data, controparte e riferimento.

Ora sai distinguere un BON da un SDD, capire cosa significa MAV o F24, riconoscere le abbreviazioni di parola come PREL o ACC, e soprattutto sapere cosa fare quando trovi qualcosa che non riconosci.

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Scritto da bankStatementLab Team