
Quando si esporta un estratto conto dalla propria banca o da un software gestionale, ci si trova spesso di fronte a una scelta apparentemente tecnica: scaricare il file in formato OFX, QIF o CSV? La differenza tra OFX, QIF e CSV per i formati dell’estratto conto non è solo una questione di estensione del file — riguarda la struttura dei dati, la compatibilità con i software di contabilità e la quantità di informazioni trasportate. Scegliere il formato sbagliato può comportare perdita di dati, errori di importazione o ore di lavoro manuale per correggere i campi. Questa guida tecnica e comparativa ti aiuterà a capire le caratteristiche di ciascun formato e a scegliere quello più adatto al tuo caso d’uso.
Cos’è il formato OFX (Open Financial Exchange)
OFX (Open Financial Exchange) è uno standard di scambio dati finanziari sviluppato negli anni Novanta da un consorzio di aziende del settore bancario e software. Attualmente è mantenuto dall’organizzazione IFNX e rappresenta uno dei formati più strutturati e ricchi di metadati disponibili per i movimenti bancari.
Struttura tecnica
OFX si basa su una sintassi derivata da SGML/XML, organizzata in blocchi gerarchici chiamati “aggregate”. Ogni transazione contiene un insieme predefinito di campi standardizzati.
<STMTTRN>
<TRNTYPE>DEBIT</TRNTYPE>
<DTPOSTED>20240315120000</DTPOSTED>
<TRNAMT>-250.00</TRNAMT>
<FITID>20240315-001</FITID>
<MEMO>Pagamento fornitore XYZ</MEMO>
</STMTTRN>
Vantaggi di OFX
- Standard internazionale riconosciuto: il formato è supportato dalla maggior parte dei software di contabilità professionale e dei gestionali aziendali
- Metadati ricchi: ogni transazione include tipo (debito/credito), identificativo univoco (FITID), data di valuta e data contabile, descrizione estesa
- Identificativo univoco per transazione: il campo FITID previene la duplicazione dei dati durante importazioni successive
- Supporto multi-conto: un singolo file OFX può contenere movimenti di più conti correnti
- Validazione strutturale: la struttura gerarchica permette ai software di rilevare file corrotti o malformati
Svantaggi di OFX
- Leggibilità umana limitata: aprire un file OFX con un editor di testo o con Excel è impraticabile senza pre-elaborazione
- Dimensione maggiore: i tag ridondanti aumentano il peso del file rispetto a formati più compatti
- Complessità di generazione: creare un file OFX da zero richiede conoscenze tecniche o l’uso di librerie specifiche
- Varianti non sempre compatibili: esistono versioni OFX 1.x (SGML puro) e OFX 2.x (XML), non sempre intercambiabili
Cos’è il formato QIF (Quicken Interchange Format)
QIF (Quicken Interchange Format) è un formato di testo proprietario sviluppato da Quicken (Intuit) negli anni Ottanta per l’importazione ed esportazione di dati finanziari. Nonostante la sua età, rimane ancora oggi supportato da numerosi software di contabilità personale e gestionale.
Struttura tecnica
QIF utilizza una struttura a testo semplice, con ogni campo identificato da un singolo carattere mnemonico, e le transazioni separate dal simbolo ^.
!Type:Bank
D15/03/2024
T-250,00
PFornitore XYZ
MDescrizione pagamento
^
Vantaggi di QIF
- Leggerezza: file di dimensioni ridotte grazie alla sintassi minimale
- Compatibilità legacy: supportato da quasi tutti i software di contabilità personale e da molti gestionali storici
- Semplicità di parsing: facilmente leggibile e interpretabile con script di base in qualsiasi linguaggio di programmazione
- Portabilità: funziona su qualsiasi sistema operativo senza dipendenze
Svantaggi di QIF
- Standard non univoco: esistono varianti del formato QIF non sempre compatibili tra loro — la stessa intestazione
!Type:Bankpuò essere interpretata diversamente da software differenti - Nessun identificativo univoco: a differenza di OFX, QIF non include un FITID, rendendo difficile la gestione dei duplicati nelle importazioni ripetute
- Formato di date ambiguo: il campo data può essere espresso in vari modi (MM/DD/YYYY, DD/MM/YYYY, YYYY-MM-DD) senza un’indicazione esplicita del formato usato
- Supporto in declino: molti software moderni hanno abbandonato o ridotto il supporto per QIF in favore di OFX o CSV
- Nessuna struttura gerarchica: informazioni complesse come i bonifici tra conti sono difficili da rappresentare correttamente
Cos’è il formato CSV (Comma-Separated Values)
CSV (Comma-Separated Values) è il formato più universale e diffuso per lo scambio di dati tabulari. Non è uno standard bancario specifico, ma la sua semplicità lo rende il formato prediletto per le analisi manuali, l’import in fogli di calcolo e le integrazioni custom.
Struttura tecnica
Un file CSV è un testo semplice in cui ogni riga rappresenta una transazione e i campi sono separati da un delimitatore (virgola, punto e virgola, tabulazione). La prima riga contiene solitamente i nomi delle colonne.
Data,Descrizione,Importo,Saldo
2024-03-15,Pagamento fornitore XYZ,-250.00,4750.00
2024-03-16,Accredito cliente ABC,1200.00,5950.00
Vantaggi di CSV
- Universalità assoluta: aperto nativamente da Excel, LibreOffice, Google Sheets, Python, R e qualsiasi altro strumento di analisi dati
- Leggibilità umana: il contenuto è comprensibile anche aprendo il file con un semplice editor di testo
- Flessibilità strutturale: le colonne possono essere personalizzate in base alle esigenze specifiche del destinatario
- Facilità di manipolazione: aggiungere, rimuovere o modificare colonne non richiede conoscenze avanzate
- Compatibilità con workflow di automazione: integrazione immediata con strumenti come Power Query, Power BI, make.com, Zapier
Svantaggi di CSV
- Nessuno standard unico: ogni banca o software genera CSV con strutture diverse (nomi colonne, ordine, delimitatori, formato date, encoding)
- Problemi di encoding: i caratteri speciali (accenti, euro €) possono corrompersi se il file viene aperto con encoding errato (UTF-8 vs Windows-1252)
- Nessun tipo di dato nativo: un importo può essere “250,00” o “250.00” o “EUR 250” — il parsing richiede logica aggiuntiva
- Nessun metadato strutturale: informazioni come il tipo di transazione, la valuta o l’IBAN devono essere aggiunte come colonne aggiuntive senza standardizzazione
- Vulnerabilità all’injection: celle che iniziano con
=,+,-o@possono essere interpretate come formule da Excel (CSV injection)
Confronto tra OFX, QIF e CSV

| Criterio | OFX | QIF | CSV |
|---|---|---|---|
| Struttura | XML/SGML gerarchico | Testo piatto con tag mnemonici | Tabella piatta con delimitatori |
| Leggibilità umana | Bassa | Media | Alta |
| Compatibilità software contabilità | Alta (standard) | Media (legacy) | Alta (universale) |
| Metadati transazione | Ricchi (tipo, FITID, valuta, date) | Limitati (data, importo, payee) | Dipende dall’implementazione |
| Identificativo univoco | Sì (FITID) | No | No (salvo colonna custom) |
| Gestione duplicati | Nativa | Manuale | Manuale |
| Standard univoco | Sì (IFNX) | No (varianti proprietarie) | No (RFC 4180 non universale) |
| Dimensione file | Grande | Piccola | Media |
| Facilità di generazione | Complessa | Semplice | Molto semplice |
| Supporto multi-conto | Sì | Limitato | No (file separati) |
| Encoding | UTF-8/ISO | ASCII | Variabile (rischio) |
| Supporto bancario | Ampio | In declino | Molto ampio |
| Uso in automazione | Medio | Basso | Alto |
| Apertura con Excel | Non diretta | Non diretta | Diretta |
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Quale formato scegliere in base all’uso
La scelta del formato non dipende da preferenze personali ma dal contesto tecnico di utilizzo. Ecco una guida rapida per i casi d’uso più comuni:
| Caso d’uso | Formato consigliato | Motivazione |
|---|---|---|
| Importazione in software gestionale (ERP, contabilità) | OFX | Standard riconosciuto, ricco di metadati, gestione duplicati nativa |
| Analisi manuale in Excel o Google Sheets | CSV | Apertura diretta, facilità di manipolazione delle colonne |
| Backup storico a lungo termine | OFX | Struttura standardizzata, metadati completi, non ambiguo |
| Integrazione API o pipeline ETL | CSV | Parsing immediato con qualsiasi linguaggio, formato universale |
| Import in software personale datato (legacy) | QIF | Compatibilità garantita con sistemi storici |
| Riconciliazione bancaria automatizzata | OFX | FITID previene i duplicati, struttura affidabile |
| Condivisione con consulente o commercialista | CSV | Leggibile senza software specializzato |
| Import in strumenti no-code (Zapier, Make) | CSV | Parsing nativo supportato dalla maggior parte dei connettori |
Errori comuni nella scelta del formato
1. Scegliere CSV per la semplicità senza verificare la struttura
Molti utenti scelgono CSV perché “si apre con Excel” — ma non tutti i CSV bancari hanno la stessa struttura. Date nel formato americano (MM/DD/YYYY), importi con il punto come separatore decimale, colonne con nomi diversi: un CSV di una banca potrebbe non essere importabile direttamente nel software di un’altra senza pulizia manuale.
2. Usare QIF per importazioni ricorrenti
Il formato QIF non include un identificativo univoco per transazione. Importare più volte lo stesso file QIF in un software di contabilità produrrà quasi certamente movimenti duplicati, da rimuovere manualmente.
3. Ignorare l’encoding del file CSV
Aprire un CSV con encoding UTF-8 in Excel (Windows) spesso produce caratteri corrotti per le lettere accentuate (è, à, ù) e il simbolo euro (€). La soluzione è importare il file tramite la procedura guidata di Excel specificando l’encoding, oppure convertire il file in UTF-8 con BOM.
4. Confondere OFX 1.x e OFX 2.x
Le versioni 1.x di OFX usano una sintassi SGML (simile ma non identica a XML), mentre le versioni 2.x adottano XML puro. Alcuni software accettano solo uno dei due formati. Prima di importare, verificare quale versione OFX è supportata dal proprio software gestionale.
5. Aspettarsi che tutti i CSV bancari abbiano le stesse colonne
Non esiste uno standard per i CSV bancari: alcune istituzioni esportano 4 colonne, altre 12. Colonne come “Saldo progressivo”, “Valuta”, “Categoria” o “Riferimento” potrebbero essere presenti o assenti. Qualsiasi pipeline di automazione che processa CSV bancari deve includere una fase di normalizzazione della struttura.
Consigli tecnici per l’importazione
Encoding e caratteri speciali
- Verificare sempre l’encoding del file prima dell’importazione: UTF-8 è preferibile per la compatibilità con sistemi moderni
- Su Windows, Excel apre i CSV in encoding ANSI per default — usare la procedura “Dati > Importa da testo/CSV” per specificare UTF-8
- Se il file contiene il simbolo €, verificare che non venga convertito in
€(segnale di doppia codifica UTF-8)
Separatori e delimitatori
- I CSV italiani usano spesso il punto e virgola (
;) come separatore invece della virgola, perché la virgola è usata come separatore decimale - I file TSV (Tab-Separated Values) sono tecnicamente CSV con tabulazione come delimitatore — verificare il delimitatore effettivo prima di importare
- Per OFX: distinguere tra tag auto-chiusi (
<TAG/>) e tag con contenuto (<TAG>valore</TAG>) — alcune versioni OFX 1.x omettono il tag di chiusura
Formati data
- OFX usa il formato YYYYMMDDHHMMSS (es.
20240315120000) — non richiede configurazione lato utente - QIF usa formati data variabili: controllare la documentazione del software esportatore
- CSV: verificare se le date sono in formato ISO 8601 (YYYY-MM-DD), europeo (DD/MM/YYYY) o americano (MM/DD/YYYY) prima di costruire pipeline automatizzate
Importi e valori negativi
- In OFX gli importi negativi indicano addebiti, positivi gli accrediti — questa convenzione è standardizzata
- In CSV la convenzione varia: alcune banche usano una colonna “Dare/Avere”, altre un segno meno, altre ancora due colonne separate (Entrate/Uscite)
- In QIF il campo
T(Total) usa il segno meno per i debiti, ma alcuni software interpretano il segno diversamente
Conclusione
La scelta tra OFX, QIF e CSV per i propri estratti conto bancari non è neutra: ogni formato porta con sé vantaggi specifici e limitazioni tecniche che possono incidere direttamente sull’efficienza dei processi contabili e di analisi.
In sintesi:
- OFX è il formato più robusto per integrazioni professionali, importazioni ricorrenti e workflow dove la qualità del dato è prioritaria
- CSV è il formato più flessibile per analisi manuali, condivisione e automazioni custom, ma richiede attenzione alla normalizzazione
- QIF mantiene un ruolo di compatibilità con sistemi legacy, ma non è la scelta ottimale per nuovi progetti
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